(di Elvira Terranova)- “Pur non facendo parte di Cosa nostra” Giuseppe Scozzari, il consigliere comunale di Licata arrestato all’alba di oggi dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, aveva instaurato un “rapporto sinallagmatico con la cosca mafiosa di Licata”, “tale da produrre vantaggi sia per se stesso che per la cosca”. In particolare, con il boss Angelo Occhipinti, ritenuto il suo “mentore” e “sponsor”. Con Scozzari, 47 anni, che era già finito in manette a giugno, ma poi tornato in libertà su decisione del gip di Agrigento, sono finite in carcere altre otto persone, ritenute vicine alle cosche di Licata e Campobello di Licata. Si tratta di: Vincenzo Bellavia, Angelo Graci, Angelo Occhipinti, Giuseppe Puleri, Raimondo Semprevivo, Gabriele Spiteri, Giuseppe Spiteri e Vincenzo Spiteri. In particolare, come scrive il gip di Palermo Fabio Pilato nella lunga e articolata ordinanza di custodia cautelare, Scozzari, che è responsabile del servizio tecnico del presidio ospedaliero di Licata ed influente funzionario dell’Asp di Agrigento, “garantiva corsie preferenziali per l’accesso ai servizi dell’Asp a soggetti indicati dal capomafia Occhipinti” e avrebbe ottenuto “appoggio elettorale da parte del capomafia della zona Angelo Occhipinti”, appoggio “risultato determinante per la sua elezione a consigliere comunale del comune di Licata”.

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