L’intervista di Ultimo ai microfoni di Repubblica: dai rifiuti ottenuti negli anni della gavetta al tour negli stadi, con tanto di progetto Unicef.

Ultimo è il fenomeno musicale italiano di questi anni. Almeno nel mondo del pop, che poi è sempre stato il prediletto dalle nostre parti, fino a prova contraria.

Con il concerto allo Stadio Olimpico del 4 luglio, l’artista ha raggiunto l’apice della sua carriera. Ed è solo l’inizio, visto che nel 2020 partirà per il suo primo tour negli stadi, con data finale al Circo Massimo. Per celebrare questo lieto evento, ha deciso di raccontarsi ai microfoni di Repubblica. Ecco le sue dichiarazioni principali.

Ultimo, intervista a Repubblica: la gavetta

Oggi Ultimo è l’uomo di punta della Honiro Records, ma prima di raggiungere questo status ha dovuto faticare e non poco. Nella sua intervista, Niccolò racconta di aver provato un po’ tutte le strade, anche cercando di presentarsi alle case discografiche come ‘l’amico, del fratello, del cugino, del marito della figlia’ e così via. Ma sembrava che nulla potesse aiutarlo a ottenere fiducia da parte delle etichette.

Emblematico è questo curioso episodio raccontato dal giovane artista: “Avevo 17 anni e avevo appena scritto Sogni appesi. La cantai davanti a un discografico. Ricordo che si avvicinava l’estate e il discografico mi disse che la canzone era bella, ma che la gente vuole divertirsi, soprattutto d’estate. Come se la musica fosse fatta per il divertimeno estivo“.

Di seguito Sogni appesi in un video live:

La rivincita di Ultimo: il tour negli stadi

Fu un trauma, quel rifiuto, per Ultimo. Ma a ripensarci oggi, sei anni dopo, forse la lezione è servita. E d’altronde, proprio con Sogni appesi ha chiuso il suo concerto dell’Olimpico Niccolò, non nascondendo la propria canzone: “Questa è la canzone più importante tra quelle che ho scritto“.

Nell’intervista, l’artista ammette di sertirsi fortunato e priviliegiato. Proprio per questo ha deciso di dare indietro parte della sua fortuna, e donare una percentuale dell’incasso dei concerti del tour 2020 per alcuni villaggi in Mali. A ottobre andrà in Africa per visitarli dal vivo, così da potersi rendere conto di quanto ci sia bisogno da fare in certe zone del mondo.

Ricambio la fiducia e la buona sorte che mi è stata data“, ha concluso Ultimo, spiegando il perché della sua adesione a questo progetto dell’Unicef per la vaccinazione e la realizzazione di impianti idrici. L’ennesima dimostrazione di come la carta d’identità menta sull’effettiva maturità di questo cantante.

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FONTE FOTO: https://www.facebook.com/ultimopeterpan

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