“Quanto gli abbiamo dato a Tinnarelli? (Tinnirello ndr)”. Così parlava, senza sapere di essere intercettato, Paolo Arata, il faccendiere arrestato all’alba di oggi con il figlio per corruzione e autoriciclaggio nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge anche l’imprenditore Vito Nicastri, ritenuto vicino al boss Matteo Messina Denaro, finito in manette anche lui. Nelle intercettazioni, che sono state depositate dalla Dda al Tribunale del Riesame, Arata parla, a bassa voce, di Alberto Tinnirello, il dirigente della Regione siciliana, finito agli arresti domiciliari. Non solo. Arata parla di un altro funzionario, Giacomo Causarano, che presta servizio al Territorio e Ambiente. Non sapendo di essere ascoltato diceva di Causarano “Quello è un corrotto”.

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