Nella sua nuova vita da medico, dopo 22 anni d’incarichi politici dal Comune di Palermo all’Assemblea regionale passando per la Camera, sempre nelle file del centrodestra, tutto avrebbe immaginato tranne che trovarsi adesso al posto di Pietro Bartolo come dirigente medico di frontiera a Lampedusa. Ma Francesco Cascio, berlusconiano da sempre, eccetto una parentesi con l’Ncd di Angelino Alfano, da qualche mese ha preso proprio il posto di Bartolo come dirigente del presidio sanitario dell’Asp a Lampedusa. E  alla sua prima dichiarazione pubblica ha sollevato un polverone, anche perché, con il suo passato politico e un possibile ritorno in campo nel centrodestra oggi a trazione salviniana, in molti hanno polemizzato con lui dopo che ha sostenuto che “i migranti della Open Arms sbarcati stanno benissimo”: “Io non sono a Lampedusa, mi fido dei miei medici e dei loro referti, qui chi ha fatto carriera politica con il ruolo di medico dell’Isola è Bartolo (eletto all’Europarlamento nella lista del Pd, ndr) non certo io”, ha detto in una intervista a Repubblica.

Dichiarazioni, quelle sullo stato di salute dei migranti, contrastanti con alcuni referti fatti dai medici volontari a bordo della nave della Ong spagnola con a bordo 134 persone da giorni in mare. Tanto che Cascio adesso sarà ascoltato dalla polizia su richiesta della procura di Agrigento: “Mi fido dei miei medici, i referti sono chiari. Non so cosa sia successo – ribadisce Cascio all’Ansa –  se a bordo di Open Arms ci sono naufraghi con le patologie descritte nella relazione dal Cisom non sono gli stessi che sono stati fatti sbarcare, perché le loro condizioni erano buone, tranne un caso di otite facilmente curabile. “La Procura mi vuole sentire? Bene.Sono abituato a esser interrogato e non sarebbe certo la prima volta.  Quando mi chiameranno risponderò. “Queste polemiche sui referti medici delle persone visitate fanno semplicemente vomitare. Non riesco a capire come nasce. La mia unica colpa quale sarebbe? Quella di avere fatto politica? Io ormai sono fuori dalla politica e faccio il medico. Poi se vogliono dire che sono stato cuffariano facciano pure, non mi importa. Ma i fatti sono quelli. Ho avuto di peggio nella mia vita”.

Cascio è tornato da tre anni a indossare il camice bianco dopo ben 22 anni di politica attiva. Una carriera che si è interrotta nel 2016, quando è decaduto dal seggio all’Assemblea regionale per una inchiesta che lo vedeva indagato per corruzione. Da questa vicenda è stato poi assolto, ma qualche mese fa è finito di nuovo ai domiciliari per un’altra inchiesta su politica e massoneria: il Gip però ha revocato la misura di prevenzione e Cascio è tornato così in servizio. 

Francesco Cascio comunque è noto più per la sua carriera politica. Figlio di un noto medico di Palermo, fa in tempo ad essere assunto nell’azienda sanitaria dopo una selezione pubblica  nel dicembre del 1993, prima di spiccare il volo in politica: eletto deputato nazionale nell’allora fortissima Forza Italia del primo Berlusconi, dal 15 aprile del 1994 al 2016 Francesco Cascio è stato sempre deputato, prima a Roma (fino al 2001) e  poi all’Assemblea regionale siciliana. Assessore regionale durante i governi Cuffaro, presidente dell’Ars durante il governo Lombardo, poi deputato “semplice” durante gli anni dei governi Crocetta, Cascio, detto anche “mister 20 mila voti”, nel 2014 lascia Forza Italia per seguire l’avventura di Angelino Alfano in Ncd, partito del quale è coordinatore regionale. Grande avversario di Gianfranco Micciché, i due hanno ricucito dopo la fine dell’esperienza politica di Ncd e di Alfano, così alle ultime Poltiche Cascio è stato candidato in un collegio uninominale per Forza Italia: ma è stato sconfitto dal 5 stelle Aldo Penna.

Cascio, laureato in Medicina e specializzato in Odontoiatria e protesi dentaria nel 1992 si è specializzato in Igiene e medicina preventiva nel 2004 quando era assessore regionale e deputato: “Ho studiato di notte”, ha risposto a chi gli  ha fatto notare la difficoltà di svolgere il ruolo di assessore regionale e contemporanemante studiare per una specializzazione medica.

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