TORINO – La Juventus capolista fa visita al Napoli, in una partita che per il tecnico Maurizio Sarri, in azzurro dal 2015 al 2018, non può valere come le altre. In conferenza stampa, l’allenatore ha presentato il big match del San Paolo.

Maurizio Sarri, cosa rappresenta Napoli e la partita di domani per lei? 
“Per me è una partita particolare, è chiaro, come lo è altrettanto che non bisogna spendere energie per un aspetto personale di fronte a un obiettivo come quello di andare a Napoli e giocare una partita di alto livello per portare a casa punti”. 

Considera chiusa la parentesi a Napoli o pensa che un giorno potrà tornarci?
“In questo momento sinceramente non ho di questi pensieri, dopo questa esperienza potrei anche smettere. Dipende quante energie mi sono rimaste e se penso di fare ancora bene. Sono pensieri che in questo momento non ho”. 
A centrocampo ritrova Bentancur. Tra le mezze ali che ha a disposizione è quello che dà più equilibrio? 
“Il giocatore più forte negli inserimenti è Khedira, Bentancur sta iniziando a farlo, in carriera ha segnato pochissimo ma ha margini di miglioramento. Ci dà equilibrio, ha corsa e dinamismo. E’ un ragazzo giovane che sta crescendo a dismisura, per noi è un calciatore estremamente importante, ci consente tutte le soluzioni e tutti i moduli con il suo dinamismo a cui aggiunge una buona qualità tecnica”. 
Nuovo ritorno di Higuain a Napoli. Lui ha spesso segnato contro la sua ex squadra: è difficile per questo motivo tenerlo fuori?
“Non guardo mai questo aspetto, gli aspetti ambientali hanno sfaccettature positive e negative. Se gioca domani è perché viene da una partita straordinaria, altrimenti perché prendo altre decisioni. Sono valutazioni prettamente tattiche”. 
Che partita si aspetta dal punto di vista tattico e quanto cambia la squadra di Gattuso con l’inserimento di Demme?
“Torna ad avere un punto di riferimento a centrocampo per vie centrali, mi aspetto una partita difficile. Il Napoli è una squadra forte anche se il momento è difficile e sulla partita secca restano pericolosissimi. La classifica è strana, in quelle di rendimento è primo per possesso palla, baricentro, verticalizzazioni, tiri fatti: ha una classifica che non corrisponde a quello che stanno esprimendo. Si risolleveranno in classifica velocemente. Partita difficile mentalmente, vengono da una vittoria importante in Coppa Italia che li può rilanciare e so quanto la partita con la Juve li carica”.
Si aspetta i fischi come accaduto con Higuain?
“Li considererei una manifestazione d’affetto, siccome ero lì quando la Juve ha pagato la clausola di Higuain posso dire che i fischi erano ingiusti”. 
Come cambia la Juve con la partenza di De Sciglio e l’acquisto di Kurzawa?
“Non ne ho idea, il direttore mi ha detto che è un’ipotesi e non c’è nulla di definitivo. Lo conosco relativamente, ma una cosa è studiare un giocatore, un’altra mentre stai cenando con la famiglia vedere un giocatore”. 
Un giocatore come Eriksen può cambiare gli equilibri del campionato?
“Lui è un giocatore di grande levatura, da qui a pensare che possa cambiare l’equilibrio di un campionato è un passo successivo. Sappiamo di essere competitivi, l’obiettivo nostro è rendere al 100’% delle nostre potenzialità. Dobbiamo concentrarci su di noi per essere competitivi al di là dei giocatori che arrivano nelle altre squadre”
Riprendendo la sua affermazione precedente: non si vede allenatore dopo la Juventus? La troppa pressione?
“La pressione è un falso mito, la pressione è quella che uno si pone autonomamente. La pressione esterna se uno sta dietro a questo circo diventa matto. Pressione esterna direi di no, dipende dalle energie che rimangono. Se uno non si sente le motivazioni è giusto smettere. Ci sta che tra due anni a livello di cervello uno perda colpi”.
Com’è cambiato il Napoli da Ancelotti a Gattuso?
“Diciamo che sta cambiando, l’arrivo dei centrocampisti mostra che vogliono giocare in maniera diversa. Gattuso è un allenatore che dà grande solita alle squadre, anche perché per le caratteristiche dei singoli il Napoli offensivamente crea sempre qualcosa”.
Gattuso ha detto che spesso ha copiato il gioco di Sarri, lei si ispirava a qualcuno in particolare?
“Difficile dirlo perché poi accumuli esperienze su esperienze e l’evoluzione ti porta pensare che sia tutta roba tua ma magari all’inizio prendi spunto da qualcuno. Da tutti ho imparato qualcosa ma un’influenza diretta non ce l’ho, poi sicuramente da qualcuno avrò preso qualcosa”.

Fonte