LORETO –  Parla della famiglia “fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna” che “assume un’importanza e una missione essenziali” nella “delicata situazione del mondo odierno”. “È necessario – dice – riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società”. E a proposito delle malattie che feriscono le famiglie, ricordando che “i malati devono essere accolti dentro la famiglia”, chiede a braccio: “Per favore non cadiamo nella cultura dello scarto che viene proposta da molteplici colonizzazioni ideologiche”.

Francesco arriva a Loreto, nella basilica della Santa Casa, uno dei luoghi di culto mariano tra i più visitati nel mondo: si dice che nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura che sarebbero quelle entro le quali abitò Maria a Nazaret furono trasportate “per ministero angelico” prima in Illiria (a Tersatto, nell’odierna Croazia) e poi nel territorio di Loreto (10 dicembre 1294). Oggi, in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologici a Nazaret e nel sottosuolo della stessa Casa e a studi filologici e iconografici, ci sarebbe qualche conferma circa il fatto che le pietre delle mura siano state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull’Epiro. Il Papa, facendo uno strappo alla regola firma qui, e non in Vaticano come solitamente avviene, l’Esortazione apostolica post-sinodale dedicata ai giovani (verrà pubblicata soltanto nei prossimi giorni). E dopo aver sostato a lungo in silenzio e aver celebrato l’eucaristia nella Casa, si rivolge ai fedeli con un lungo discorso.
 
Francesco sosta a lungo nella Casa in preghiera, primo Papa a celebrare l’eucaristia nel santuario lauretano da 160 anni a questa parte. Non accadeva dai tempi di Pio IX. Loreto, per la Chiesa, è luogo di pellegrinaggio presso il quale i fedeli si recano per ricevere benefici spirituali. Fra loro, dice Francesco, “i giovani, le famiglie, i malati”. “Tra questi mi metto anche io – dice papa Bergoglio – e ringrazio Dio che me lo ha concesso proprio nella festa dell’Annunciazione”.
 
A Loreto tanti giovani arrivano ogni anno a pregare per ricevere indicazioni sulla propria vocazione. “Per questo – spiga Francesco – ho voluto firmare qui l’Esortazione apostolica frutto del Sinodo dedicato ai giovani. S’intitola “Christus vivit – Cristo vive”. Un testo che segue quanto emerso al Sinodo dello scorso ottobre, in particolare con i suoi tre momenti dedicati all’ascolto della Parola-progetto di Dio, al discernimento, alla decisione.
 
Loreto è per il Papa “un luogo privilegiato dove i giovani possono venire alla ricerca della propria vocazione”. Per questo chiede ai frati cappuccini “il servizio di estendere l’orario di apertura della Basilica e della Santa Casa durante la tarda serata e l’inizio della notte quando ci sono gruppi di giovani che vengono a pregare e a discernere la loro vocazione”.
 
Per il Papa la Casa di Loreto “è anche la casa della famiglia”, dove riscoprire l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”. “Famiglia e giovani – dice ancora Francesco – non possono essere due settori paralleli della pastorale delle nostre comunità, ma devono camminare strettamene uniti, perché molto spesso i giovani sono ciò che una famiglia ha dato loro nel periodo della crescita”.
 

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