Tra le tantissime perle della prima fatica letteraria di Giulia De Lellis, una delle mie b!tches mi ha segnalato una parte in cui la vulcanologa spiega dettagliatamente come vorrebbe picchiare Andrea Damante.
Giuliona “scrive” che vorrebbe accanirsi sui suoi punti più deboli, per poi passare alla faccia e spellarsi le mani a suon di schiaffoni.

“Sono nervosa come una biscia morsa da una tarantola e vomitata da una iena. Sono furente, accecata e assetata di vendetta. Voglio spaventarlo, voglio terrorizzarlo, voglio toccare tutti i suoi punti più delicati e voglio farlo con una mannaia. Voglio picchiarlo. Voglio accanirmi sul suo bel viso da bravo ragazzo e spellarmi le mani a suon di pizze in faccia.

Potrei piangere, insomma. Oppure potrei assaltarlo e lanciargli addosso qualsiasi oggetto contundente a portata di mano. Anche se francamente preferirei non diventare un caso di cronaca nera. Cioè, eviterei di finire a Porta a Porta con Crepet e il plastico della scena del crimine.”

Mannaia? Oggetti contundenti? A matta! Ma vuoi finire a Pomeriggio 5 con Ilaria Dalle Palle che cerca le armi tra i cespugli delle campagne veronesi?

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