“Ci sono ancora troppe questioni aperte, sarebbe utile bloccare i lavori di costruzione del gasdotto fino a quando tanti interrogativi non saranno chiariti dalle autorità competenti”: il sindaco di Melendugno, Marco Potì, spera ancora in un intervento del Governo per fermare i lavori dell’infrastruttura energetica che approderà in Salento, che dovrebbero ricominciare lunedì 15 ottobre.

Potì a inizio agosto ha incontrato il premier Giuseppe Conte, dal quale ha ricevuto rassicurazioni sulla verifica del progetto da parte dei tecnici del Governo. Dopo quell’incontro, però, da Roma non sono giunte altre notizie. Intanto la società Trans Adriatic Pipeline ha deciso di ricominciare a lavorare, essendo già in possesso delle autorizzazioni necessarie.

Il primo cittadino di Melendugno – che qualche giorno fa ha incontrato la comandante della Capitaneria di porto di Otranto, Elena Manni, per avere spiegazioni in merito alle autorizzazioni ai lavori che Tap dovrà effettuare in mare – ha spiegato: “ci è stato detto che la Capitaneria di Gallipoli ha chiesto al ministero dei Trasporti un parere sulla necessità che Tap richieda una concessione demaniale per poter svolgere interventi sul fondale marino e che da Roma è stato chiarito che, trattandosi di un’opera strategica, tale concessione non è necessaria. Stiamo valutando in che sede sia possibile proporre ricorso contro le ordinanze della guardia costiera”.

rep

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