Il divieto di dimora che  impedito all’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano di vedere il padre, 93 anni e malato di leucemia, “ha un sapore punitivo che, in qualche, modo non corriponde al modo in cui i provvedimenti sono stati pensati e istitutiti, come il confinamento. Sono preoccupato di questa distorsione.  Così dice Mauro Palma,  il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute, in relazione alla vicenda dell’ex primo cittadino che non può vedere il padre malatissimo perche sottoposto a divieto di dimora a Riace per il suo coinvolgimento nell’inchiesta Xenia.

 “Quando alcuni provvedimenti raggiungono dei livelli così forti, tanto da toccare uno dei principi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nell’ambito del diritto al mantenimento dei rapporti affettivi, acquistano una fisionomia diversa e un significato diverso rispetto a quello che dovrebbero avere”, aggiunge il garante mentre la solidarietà a Lucano si moltiplica tra dichiarazioni di personaggi pubblici, da Saviano a Beppe Fiorello, alle firme che si moltiplicano sulla piattaforma Change.org, che in poco più di 24 ore ha superato le 34 mila adesioni.

 

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