I funerali sono fissati per domani pomeriggio, lunedì, alle 14.45 nella chiesa di Santa Croce di via Sidoli, a due passi dal palazzo in cui Francesco Saverio Borrelli abitava e non lontano dagli indirizzi che, non solo idealmente, hanno composto il suo mondo in tutti questi anni: il Conservatorio e Palazzo di Giustizia. E proprio qui, nel tribunale di via Freguglia, dalle 9.30 alle 12 di domani mattina sarà aperta la camera ardente per tutti quelli che vorranno salutare un ultima volta l’uomo che ha legato per sempre il suo nome al pool di Mani Pulite, che ne è stato il capo e lo scudo, e che è morto ieri, sabato, a 89 anni, in una stanza dell’hospice dell’Istituto dei tumori di Milano dove era ricoverato da qualche settimana, da quando le sue condizioni si erano aggravate.

Da Mani Pulite alla Scala, la carriera e le passioni di Francesco Saverio Borrelli

E’ stata una giornata di grande commozione, di ricordi. Francesco Greco, procuratore capo di Milano e allievo di Borrelli, ieri mattina ha trascorso la giornata in tribunale a organizzare la camera ardente di oggi. Ma è stato anche un giorno di polemiche su un passato che – evidentemente – non è ancora stato archiviato, quella della morte di Francesco Saverio Borrelli. Che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato come “un servitore fedele della Repubblica”, che tantissimi suoi colleghi di un tempo e di oggi hanno pianto commossi, ma che è stato anche bersaglio di critiche sull’azione della magistratura ai tempi di Tangentopoli da parte di politici e figli di persone che, a vario titolo, furono coinvolte nella stagione degli arresti per tangenti e del disvelamento di un sistema politico-affaristico proprio grazie alla squadra di magistrati raccolti intorno al procuratore capo Borrelli.

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