“Giancarlo Siani è stato ucciso nel 1985. Siamo nel 2018 e non abbiamo ancora debellato, distrutto, ucciso il fenomeno camorristico nella nostra città e nella nostra regione. Questo non è possibile, dobbiamo darci un tempo e dire che entro questo tempo la camorra deve essere soltanto un ricordo. Io non posso più vivere in una città dove si spara, dove ci sono gang che girano in moto e fanno le stese e magari un cittadino innocente ci rimane sotto. Questo è assolutamente inaccettabile, o tutto lo Stato, le forze politiche, si mettono a contrastare il fenomeno al cento per cento, dandosi anche un tempo, dicendo che in cinque anni questo fenomeno sarà debellato, oppure non saremo mai una nazione libera ne’ una città libera”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico intervenendo a Vico Equense alla intitolazione della piazza del Municipio al cronista assassinato dalla camorra.

“Le misure sono prima di tutto un piano che sia strutturato e in pochi anni dia dei risultati profondi. Se i risultati non arrivano allora questo piano dovrà essere rivisto. E parlo di istruzione, di formazione, di scuole, investimenti in cultura, in biblioteche, in cinema, assistenti sociali, nuova formazione nei cittadini che partecipano alla vita pubblica dei Paese. Parlo di un’altra società che deve crescere, si deve trasformare, e deve abbattere la camorra”.

Fico: "Non posso più vivere in una città dove si spara"

Il monumento a Siani a Vico Equense

Sull’età media sempre poi bassa dei camorristi, Fico sottolinea: “i ragazzi sono giovani, ma sono mandati da una camorra adulta. Non cadiamo nella trappola di pensare che la camorra oggi siano solo gang giovanili. Le gang giovanili sono mandate avanti da chi fa traffico di stupefacenti, dai grandi cartelli criminali, quello è solo un fenomeno che vediamo vicino a noi perché è pericoloso, dietro c’è una rete molto più grande e molto più profonda. La lotta alle mafie – conclude Fico – si deve mettere in tutti i modi e sempre di più al centro”
 

 

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