ROMA – Sono rimaste in quattro a contendersi una coppa mai così prestigiosa. Assieme all’outsider Salisburgo, capace di spazzare via la Lazio, ci sono tre grandi del calcio continentale a giocarsi l’Europa League: si parte domani con le semifinali, e gli occhi di tutto il mondo si poseranno sull’Emirates Stadium. L’Arsenal vuole chiudere in bellezza il ciclo di Arsene Wenger, davanti avrà un Atletico Madrid che sembra l’assoluta favorita per la vittoria finale. Meno accattivante come blasone ma comunque carica di interessi è la doppia sfida tra Olympique Marsiglia e Salisburgo, mentalità agli antipodi: da una parte lo straripante talento individuale della formazione di Rudi Garcia, dall’altra una squadra rodata, preparatissima tatticamente e pronta a giocare a un ritmo folle per ottenere un altro scalpo prestigioso in vista della finale di Lione.

FINALE ANTICIPATA – Già dal momento del sorteggio di Nyon, la sfida tra Arsenal e Atletico Madrid è parsa come la vera finale anticipata di un torneo fin qui esaltante. Arsene Wenger proverà a chiudere nel migliore dei modi i suoi 22 anni alla guida dei “Gunners”, l’ultimo ostacolo prima della finale è il più difficile: l’Atletico del “Cholo” Simeone è una corazzata, con un organico spaventoso per la seconda competizione continentale. Incredibilmente, tra le due formazioni non c’è alcun precedente Uefa. Un incontro inedito, tra il calcio di manovra degli inglesi e la grandissima solidità dei “Colchoneros”.

Il match d’andata sarà l’ultimo incontro continentale per Wenger davanti ai suoi tifosi, il manager alsaziano dovrebbe poter contare sui suoi titolari, con Ozil e Mkhitaryan a ridosso del ritrovato Lacazette. “Conta vincere, è la cosa più importante – ha dichiarato Simeone alla vigilia – ma mi preme sottolineare la mia grande ammirazione per Wenger, un tecnico che ha saputo restare per tanti anni ad alti livelli, si è reinventato. Per noi allenatori giovani, l’unica cosa possibile è osservare, apprendere e ammirare”. Simeone non gradisce l’etichetta di favorito: “È roba per giornalisti”. Il grande dubbio è legato a Diego Costa, che sembrava out ma è partito con la squadra: “Dobbiamo valutare tutti i fattori”.

LA SFIDA DEGLI OPPOSTI – Marsiglia e Salisburgo si affronteranno a viso aperto, con l’Olympique che ha dalla sua un enorme potenziale offensivo, con talenti come Thauvin, Payet e Ocampos. Il Salisburgo risponderà con le armi che gli hanno permesso di eliminare corazzate come Borussia Dortmund e Lazio: grande corsa, aggressività, pressing, ritmi alti. Qualità che potrebbero mettere in grande difficoltà la squadra allenata da Rudi Garcia: “Dobbiamo essere ben preparati – ha dichiarato l’ex tecnico della Roma – e il fatto di avere la possibilità di giocare la finale a Lione ci motiva ancora di più. Sappiamo di poter raggiungere l’obiettivo, ma non dobbiamo dimenticare che la sfida è sui 180 minuti. Al Velodrome potremo contare sui nostri tifosi e su uno stadio pieno, dobbiamo aggiustare qualcosa dal punto di vista dell’equilibrio”.

Le due squadre si ritrovano dopo aver già giocato contro nel girone iniziale: pareggio senza reti al Velodrome, vittoria di misura (1-0) per il Salisburgo tra le mura amiche, con gol di Dabbur. “Ci troveremo davanti 60mila tifosi scatenati – le parole di Marco Rose, allenatore degli austriaci – e avremo bisogno di una performance speciale. Non hanno solo grandissimi giocatori ma anche un eccellente sviluppo di gioco, sono cresciuti molto come squadra. Le due partite del girone sono datate, le cose sono cambiate sia per noi che per loro”.

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