IL RICORSO al laser o alla luce pulsata per l’epilazione “definitiva” è sempre più frequente. Ma è definitiva davvero? Come orientarsi tra tutte le opzioni esistenti? Ed è sicuro trattare la zona ascellare o ci sono controindicazioni? A chiederlo è una lettrice di Repubblica, che rivolge la sua domanda a uno dei 100 Esperti di RSalute.

“La prima cosa da chiarire – risponde la dermatologa Norma Cameli dell’Istituto San Gallicano di Roma – “è che l’epilazione non è definitiva: il trattamento non è permanente, ma prolungato nel tempo. I risultati consistono in una riduzione dei peli del 70-80%, mentre il 20-30% dei peli si trasforma in peluria. E questo indipendentemente dal tipo di laser che si utilizza”.

I laser utilizzati per l’epilazione sono il laser Neodimium-Yag (1064 nm), il laser ad Alessandrite (755nm), il laser a Rubino (694nm) ed il laser a Diodi (810nm). “Il funzionamento si basa sulla distruzione selettiva del follicolo pilifero attraverso l’assorbimento della luce da parte del bersaglio, la melanina”, spiega l’esperta: “Il follicolo è più suscettibile all’azione del laser e della luce pulsata durante la fase di crescita dei peli”.

Quanto alle controindicazioni? “Sono essenzialmente la presenza di malattie caratterizzate da fotosensibilità, uso di farmaci fotosensibilizzanti, malattie della coagulazione e uso di farmaci anticoagulanti, pregressa formazione di cheloidi, cioè cicatrici ipertrofiche, e la pelle abbronzata. I trattamenti possono essere effettuati anche sulla zona ascellare, me è consigliabile non applicare deodoranti nella zona da trattare nelle 48 ore precedenti”.

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