Kledi Kadiu, il figliol prodigo ritorna in tv nel programma 'Dance with me'

Kledi Kadiu,

Il figliolo prodigo ritorna in Albania. Kledi Kadiu interprete e danzatore, tra gli ‘Amici’ di Maria de Filippi, è tra i protagonisti in questi giorni del format tv ‘Dance with me’ (tv Klan). Un ritorno alle origini, un cerchio che si chiude per Kledi Kadiu che racconta all’Adnkronos: ”In fondo mi sono sempre sentito un cittadino del mondo. Sono nato a Tirana, ma in Italia ho avuto al fortuna di incontrare persone che si sono fidate di me, del mio talento. L’Albania, l’Accademia Nazionale di danza dove mi sono diplomato nel 1992, è stato il paese dove sono cresciuto professionalmente, dove ho forgiato il mio carattere. Il ritorno in televisione nel mio paese d’origine? – ha continuato – Sono felice, emozionatissimo”.

Legami con la trasmissione ‘Amici’, che l’ha lanciata e fatto conoscere in Italia’? ”Nessun legame con ‘Amici’ – ha risposto – E tanto meno con ‘Ballando con le stelle’. E’ una gara in cui nomi noti del mondo dello spettacolo, attori, cantanti, si contendono ambiti premi. Ma non sono ‘supportati’ da professionisti del settore”.

Un camaleonte dalle mille vite, Kledi Kadiu, da quando giunse in Italia dall’Albania sulla nave ‘Vlora’ in quel lontano 8 agosto del 1991 con altri 20mila albanesi. ‘Buona domenica’, ‘C’è posta per te’, ‘Amici’, ma anche spettacoli con il Balletto di Roma, con Mvula Sungani, volto di Rai5 con il programma ‘Danza’, per la prima volta nelle vesti di conduttore. E poi libri, pubblicazioni, la nascita delle sue scuole di danza, l’insegnamento e la formazione. ‘Lo ripeto, sono stato un uomo fortunato – ha detto ancora – Nella mia vita ho sempre incontrato le persone giuste nei momenti giusti. Ma la danza è soprattutto disciplina, passione, forza di volontà, studio costante. Mai mollare. Lo studio è alla base di tutto. E’ quello che insegno ai miei allievi”.

”Il mestiere del danzatore è complesso. Quotidianamente sei costretto a confrontarti con il tuo corpo, con la tua forma fisica – ha aggiunto Kledi Kadiu- Ma lo studio, lo ripeto, è il segreto della nostra professione. Un danzatore non può vivere di rendita, se decide di stare sul palcoscenico”. Marito e padre felice (la moglie, Charlotte, di origini francese è anche lei ballerina) della piccola Léa di due anni, Kledi Kadiu ha confessato che la sua vita è cambiata, forse stravolta, ma in meglio, dal matrimonio. Nuovi entusiasmi, altri progetti, meravigliose responsabilità.

”Sono una persona che ha sempre programmato tutto. Ma con una famiglia e una bambina piccola siamo costretti a farlo quotidianamente”. Non ha mai nascosto che Charlotte è la donna della sua vita. ”Sono stato fortunato – ha detto- anche nel matrimonio. Con Charlotte siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Una giovane donna molto, molto matura. Mi è vicina, mi sta accanto, mi comprende. Certo – ha continuato – spesso sono fuori per lavoro. La distanza si fa sentire… Ma il primo pensiero della giornata va a Charlotte e Léa, gli ultimi messaggi sul cellulare sono ancora per loro”.

La piccola Léa già muove i primi passi in sala accanto all’illustre papà. ”Come tutti i bambini – ha scherzato – quando sente la musica comincia ad improvvisare. Come tutti i bambini ama la danza. Non so cosa farà da grande. E’ ancora troppo piccola. Ma ha molto orecchio ed ha il giusto ritmo”.

Per la sua famiglia il danzatore di origine albanane, ma cittadino italiano, ha cambiato città, da Roma, nel cuore di Trastevere, si è trasferito a Rimini dove vive la famiglia della moglie. ”Naturalmente non abbandonerò la capitale. E’ la città che mi ha dato il successo, che mi ha aperto le porte dei primi lavori. Poi c’è la mia scuola di danza, i miei amici. Certo Rimini è diversa. Una città a misura d’uomo, godibile. Un ‘porto’ aperto al mondo e al prossimo. Una città tranquilla per lavorare – ha proseguito – con meno burocrazia, meno fiscalismo, meno formalismo”.

E’ stato mai tentato dalla politica? ”Confesso che mi è stato proposto. Ma non è il mio mondo, non mi sento competente in materia. Posso dare una mano se me lo chiedono per ciò che concerne l’universo della danza. Ho l’esperienza giusta. Mi sento idoneo, abilitato. Ma la politica no. E poi vorrei vivere una vita tranquilla”.

Perchè l’Italia è ancora il sogno di molto giovani, perchè si fugge ancora dai propri paesi d’origine per approdare nel nostro Paese? ”L’italia è il paese della ‘bella vita’. Ma è non è più quella di 20 anni fa quando sono arrivato con i miei amici – ha confessato – Sicuramente il sogno di una vita migliore fa parte dei diritti dell’umanità. Ma chi arriva ha anche il diritto di vivere una vita dignitosa. A mio avviso – ha concluso – mancano le strategie, una regolamentazione legata alla nuove migrazioni. Nulla è chiaro. Si parla tanto. Ma la situazione è rimasta ferma a 25 anni fa”.

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