LIVERPOOL – “Ho ricevuto un video di persone in un ospedale, appena fuori dalla terapia intensiva, che cantavano ‘You’ll never walk alone’, ho cominciato subito a piangere. Ritengo grandioso tutto ciò che stanno facendo, incredibile. Queste persone non solo lavorano ma hanno un grande spirito. Non potrei ammirarle di più di così. Sono abituate ad aiutare gli altri e per farlo si mettono in pericolo aiutando chi sta male”. Intervistato dal sito ufficiale del Liverpool, Jurgen Klopp ha voluto rendere omaggio ai medici che si stanno impegnando in tutto il mondo per affrontare l’emergenza coronavirus. “Ci sarà un momento nel futuro in cui guarderemo indietro e speriamo di poter pensare a questo momento storico come il passato. Tra 10, 20, 30, 40 anni ci guarderemo indietro e penseremo che questo è stato il periodo in cui il mondo ha mostrato le più grandi forme di solidarietà, amore e amicizia. Sono passate due settimane, ma sembra che siano passati anni da quando abbiamo giocato contro l’Atletico Madrid. Ricordo che sapevamo tutti della situazione del coronavirus in tutto il mondo, ma eravamo ancora ‘nel nostro tunnel’, l’unico modo per tornare a parlare di calcio il prima possibile, se questo è ciò che la gente vuole, è essere disciplinati. Più lo saremo e prima, pezzo dopo pezzo, riavremo la nostra vita indietro”.

Coronavirus, i medici cantano l’inno del Liverpool in ospedale: Klopp si commuove

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Il West Ham preannuncia otto casi

Otto giocatori del West Ham manifestano sintomi di contagio da coronavirus. Lo ha annunciato la vicepresidente del club, Karren Brady, che ha dichiarato che i calciatori presentano “fortunatamente soltanto sintomi lievi”. Non sono stati comunicati i nomi dei giocatori che potrebbero essere stati colpiti dal Covid-19. La Premier League è ancora ferma e gli allenamenti, al momento, restano bloccati almeno fino al 13 aprile, con la Football Association che ha annunciato lo stop delle gare almeno fino al 30 aprile. I giocatori già contagiati militano nel Leicester e nel Chelsea (Hudson-Odoi), oltre al manager dell’Arsenal Mikel Arteta.

Pedro: “Difficile non vedere i propri figli”

Dalla sua quarantena londinese, lo spagnolo del Chelsea Pedro ha raccontato al sito ufficiale del club le sensazioni del momento: “E’ dura non poter vedere i propri figli (che sono in Spagna), i propri parenti. Siamo in contatto telefonico, ci raccontiamo cosa facciamo durante l’isolamento cercare di essere quanto più vicini possibile. Ovviamente preferiremmo essere tutti insieme, ma per ragioni di sicurezza dobbiamo rimanere dove siamo e cercare di rispettare le regole. Ogni tanto parlo al telefono con Kepa e Marcos Alonso, ho anche fatto due chiacchiere con Jordi Alba. Sono tanti i giocatori rimasti da soli e può essere un momento complicato. Parlo molto con Azpilicueta, cerchiamo di rispettare anche il piano di allenamenti personale del club, aspettiamo e speriamo di poter tornare alla vita di tutti i giorni il prima possibile”.



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