ROMA – Venivano venduti on line ad ignari cittadini che pensavano di aver trovato in rete la possibilità di effettuare da soli i test per il virus. Novecento falsi kit per diagnosticare il Coronavirus, privi di autorizzazione e certificazione delle autorità sanitarie, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza in un centro di analisi biochimiche di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Le Fiamme gialle sono riuscite a intervenire prima che partisse la spedizione del materiale. Il Centro di analisi è stato individuato nell’ambito dei controlli scattati in tutta Italia per individuare chi approfitta dell’emergenza per truffare sia i cittadini sia le stesse amministrazioni. I kit scoperti non avevano né la validazione delle autorità sanitarie nazionali né la certificazione Ce: alcuni erano già stati pagati dai cittadini con un bonifico. Vendere a “cittadini ignari ed impauriti dispositivi per i quali non è provata in alcun modo l’efficacia – dice la Gdf – pone in serio pericolo la salute e l’incolumità pubblica”, considerato che “l’eventuale responso di negatività del test, avrebbe potuto consegnare ‘patentì di estraneità al contagio a soggetti” che, invece, “avrebbero potuto contribuire alla diffusione del virus”. Al titolare del Laboratorio di analisi  una sanzione amministrativa da 21.400 a 128.400 euro.

Dalle truffe ai numeri: si rialzano i nuovi contagi

Dopo 4 giorni risale, torna a impennarsi il numero dei nuovi positivi al Covid-19 in Italia, ma la curva del contagio per fortuna continua a rallentare. Ieri alle 18 erano 4.492 in più rispetto al giorno precedente, per un totale di oltre 62 mila persone attualmente contagiate. Numeri stabili anche sul conteggio dei guariti. Il capo della Protezione Civile Borrelli, che non era presente alla abituale conferenza stampa a causa della febbre, è risulato negativo al test. Intanto è cambiato ancora il modulo di autocertificazione con la modifica delle disposizioni.

Nuovi casi a Codogno con riapertura zona rossa. Il sindaco, i divieti funzionavano

La riapertura dell’ex area protetta di Codogno (Lodi) dove fu scoperto oltre un mese fa il primo contagiato da coronavirus avrebbe causato nuovi casi di positività a Covid-19. Lo scrive il Corriere della Sera secondo il quale dopo settimane di progressivo calo del trend, arrivato anche a toccare l’uno per cento, negli ultimi giorni il trend è in risalita. “Abbiamo sei positivi in più – spiega Francesco Passerini, sindaco di Codogno e presidente della Provincia di Lodi – Nelle ultime giornate eravamo fermi a 268 casi. Un segnale che i divieti introdotti con la zona rossa avevano funzionato”.
 

Prelato positivo a Santa Marta, tampone anche per il Papa

Dopo che un prelato in servizio alla Segreteria di Stato e residente a Santa Marta, dove abita il Papa, è risultato positivo al Covid19, sono in corso i controlli in tutta la residenza. I dipendenti che possono aver avuto contatti con il monsignore ora ricoverato al Gemelli, sono stati convocati per sottoporsi al tampone. Lo stesso Papa Francesco sarebbe stato sottoposto al tampone, ma ancora non se ne conosce l’esito.

Scuola: “Esami di maturità con membri interni e presidente esterno”

Il ministero dell’Istruzione interverrà sulla “valutazione intermedia e finale degli studenti; modalità di recupero degli apprendimenti; requisiti di accesso e struttura degli esami di Stato, per il I e II ciclo di Istruzione; ridefinizione del calendario scolastico nazionale e dei calendari regionali, nel rispetto delle prerogative delle Regioni”. L’annuncio è arrivato ieri dalla ministra Azzolina anticipando l’intenzione di prevedere che all’esame di maturità la “commissione sia formata da soli membri interni, con presidenti esterni”. “A scuola si tornerà quando ci saranno le condizioni”, ha aggiunto.

Giù le bollette: luce -18.3% e gas -13,5%

Bollette dell’elettricità e del gas meno care nel secondo trimestre 2020. L’annuncio è arrivato dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente: le materie prime costano di meno e i consumi si sono ridotti anche a causa dell’emergenza Covid-19. Così ci sarà una riduzione del -18,3% per l’elettricità e del -13,5% per il gas.

Reati in picchiata: -64%. Aumentano i crimini online

La richiesta di non uscire di casa ha fatto più che dimezzare il numero di reati commessi in Italia: dal 1 al 22 marzo, spiegano dal Viminale, sono stati commessi 52.596 delitti, mentre nello stesso mese del 2019 ne erano stati registrai 146.762 cioè il 64% in meno. Sono aumentati invece i delitti online.



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