ROMA –  L’Aso, la società organizzatrice del Tour de France, avrebbe individuato nel 15 maggio la ‘deadline’ per prendere una decisione definitiva sulla 107esima edizione della Grande Boucle, in programma dal 27 giugno al 19 luglio su un percorso lungo 3470 chilometri, ma in forte dubbio a causa della pandemia di Covid-19.

Il rinvio del Tour è molto probabile

Il Tour è tra gli ultimi eventi estivi importanti ad avere ancora un destino incerto dopo la cancellazione di tanti eventi sportivi, Olimpiadi su tutti. La notizia arriva mentre i sindaci di varie città ospitanti si dicono preoccupati della possibilità di una corsa gialla a ‘porte chiuse’, senza tifosi, così come ipotizzato in settimana dal ministro dello sport francese Roxana Maracineanu. Un rinvio del Tour non è da escludere, visto che lo stesso presidente dell’Uci, Brian Cookson, ha suggerito di ridurre i Grandi Giri da tre a due settimane e di riprogrammarli in una finestra che va da fine luglio sino al termine della stagione.

Le decisioni di Lotto e Astana

Intanto sono la Lotto Soudal e la Astana le prime squadre del World Tour a ridurre le spese e tagliare gli stipendi visto che l’emergenza coronavirus non dà tregua in tutto il mondo e comincia adesso ad avere i primi effetti economici che coinvolgono il ciclismo. La Lotto Soudal, squadra belga del World Tour, ha spiegato, in una nota, di avere chiesto (ottenendo una risposta affermativa all’unanimità) ai propri dipendenti di poter ridurre gli stipendi. Questo per quanto riguarda i corridori, mentre il resto del personale, che sono circa 25 persone tra meccanici, massaggiatori, fisioterapisti e autisti, è stato posto in disoccupazione provvisoria, dal momento che quasi tutti avevano un contratto di collaborazione o consulenza con il team, da liberi professionisti. L’Astana, una delle ex squadre di Nibali e Aru, è corsa ai ripari a sua volta: la squadra kazaka ha reso noto di avere ridotto del 30 per cento i salari a tutto il personale, dirigenti compresi, per la durata di tre mesi. Il taglio dovrebbe persistere nel caso in cui l’emergenza si protraesse.



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