RAVENNA – Il reato c’è, ma non è grave. Lo dice la procura di Ravenna che ha chiesto l’archiviazione del fascicolo sui tre poliziotti accusati di aver tentato di impedire al giornalista di Repubblica, Valerio Lo Muzio, di svolgere il proprio lavoro esercitando il diritto di cronaca. L’atto porta la firma del pm Antonio Vincenzo Bartolozzi e del procuratore Alessandro Mancini ed è indirizzata al Gip a cui si chiede di chiudere il caso per “tenuità del fatto”.

Il figlio di Salvini al mare sulla moto d’acqua della polizia. E gli agenti vietano le riprese

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L’episodio contestato ai tre esponenti delle forze dell’ordine risale al 30 luglio scorso, quando su una spiaggia di Milano Marittima, il figlio del leader della Lega Matteo Salvini fece un giro in mare con una moto d’acqua della Polizia guidata da un agente. Lo Muzio riprese la scena, ma mentre era a lavoro con la sua telecamera venne fermato da due poliziotti della scorta dell’allora ministro dell’Interno che gli impedirono di proseguire. Dopo il clamore della vicenda la Procura di Ravenna aprì un fascicolo per “tentata violenza privata” che oggi ritiene che debba essere archiviato non perché il reato non sia stato commesso, ma perché ha ritenuto in se che il fatto sia lieve. Una richiesta alla quale i legali di Lo Muzio possono naturalmente opporsi e al quale possono opporsi, sempre in linea teorica, anche i legali dei poliziotti.

Lo Muzio, dal canto suo, ha intanto incassato un primo importante risultato: “Sono per ora soddisfatto:la richiesta sancisce infatti che un reato è stato commesso”. Circostanza di “non poco conto, a prescindere dal fatto che il giudice decida di archiviare o meno il fascicolo”. Per quanto riguarda l’opposizione a l’archiviazione “saranno i miei legali a stabilire cosa fare. Intanto sappiamo che una limitazione al diritto di cronaca c’è stata”.

 

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