Nella campagna contro le multe dei vigili urbani il sindaco di Genova si ritrova al fianco un importante alleato: Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, politico e show man solito intervenire su vari temi, sulla sua pagina Facebook scrive: “ Ha ragione il sindaco di Genova, Bucci: fare multe è, da anni, un’espressione di prepotenza per infrazioni assolutamente veniali. C’è qualcosa di vile nel prendere soldi a qualcuno per situazioni che non danneggiano nessuno, e non quando si riscontra un minacciato pericolo o una infrazione reale, ma è un modo con cui lo stato sfrutta e opprime il cittadino, un odioso ricatto che lo costringe a rispettare molto spesso leggi e limiti assurdi”.

Il caso è noto. Nei giorni scorsi l’Amiu chiede l’intervento dei vigili urbani per sanzionare le auto parcheggiate in via Alessi nonostante il cartello segnali il giorno di pulizia.
Il sindaco che abita in quella strada incrocia un cantunè, gli dice che non si fa così, che gli sembra il modo sbagliato, poi chiama pure il comandante e pochi istanti dopo, via radio, arriva l’ordine di interrompere le multe.

Il sindaco spiegherà che secondo lui prima di reprimere, la cittadinanza va meglio informata, per avere una reale collaborazione invece di infierire con le multe.Tra i vigili però cova il malumore, e il sindacalista Musicò attacca: “E allora cosa dovrebbero dire i cittadini del Righi che hanno preso le multe? Atto gravissimo nei confronti dei colleghi, dei cittadini e del corpo dei vigili che è già abbastanza bersagliato”.

Battaglia contro i vigili, Sgarbi con il sindaco di Genova: "Vile fare le multe"

La realtà è che Bucci ha potuto contare su due elementi forti nel suo intervento anti multe. Da un lato il suo momento di forte empatia con buona parte della popolazione disposta a perdonare alcuni aspetti del suo carattere o qualche promessa non mantenuta. E’ facile immaginare quale sarebbe stata la reazione furiosa di molti genovesi se a intervenire sui vigili fosse stato ad esempio Marco Doria.
C’è però un secondo aspetto. Bucci interpreta al meglio un certo modo di intendere le regole della nostra società che si rifanno a leggi e norme: insofferenza. Riprende, in questo una filosofia introdotta nell’era berlusconiana (la campagna contro le tasse). Per Bucci le procedure della burocrazia sono ostacoli che generano spesso la sua ira, e le multe rappresentano un’altra faccia dell’odiata burocrazia. Certo, poi bisogna pensare al risvolto della medaglia, ovvero quando in Comune arrivano le lamentele dei cittadini contro al città sporca e la scarsa pulizia garantita da Amiu, e qui si crea il cortocircuito: multe o pulizia?
Al momento però il sindaco si gode il sostegno del politico più imprevedibile, e fra i più longevi, del panorama politico italiano. Sgarbi sembra voler trasformare Bucci nel leader di una battaglia nazionale da estendere agli autovelox: “Sembra incredibile che governi che non riescono, in alcun modo, a essere utili ai cittadini, li opprimano con tasse indirette e irragionevoli. Se siamo in Europa perché in Germania non ci sono limiti di velocità sulle autostrade?
E perché dobbiamo, in situazioni di nessun pericolo, essere puniti da autovelox, superati i quali si riprende la velocità ragionevolmente stimata più utile e meno pericolosa?
Se non lo farà il governo, un governo rispettoso dei diritti dei cittadini, sarà necessario raccogliere le firme per un referendum contro gli autovelox e la ridicola patente a punti, colossale punizione per chi lavora, e truffa da parte di chi ti vende, e non per ravvedimento, punti da comprare”.
 

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