CHICAGO (Stati Uniti) –  C’è anche Kobe Bryant, tragicamente scomparso tre settimane fa (il 26 gennaio) in un incidente di elicottero in cui hanno perso la vita anche la figlia Gianna e altre sette persone, nella lista finale dei giocatori che si apprestano a entrare nell’Hall of Fame della Nba il prossimo agosto. “Vorremo che fosse qui oggi”, ha detto un commosso Matt Winer, presentatore di Nba Tv, dopo aver ricordato i tanti traguardi raggiunti in carriera dalla leggenda dei Lakers. Bryant, che si era ritirato nel 2016 e quindi diventato eleggibile quest’anno, fa parte di una short list di cui fanno parte anche Kevin Garnett (miglior giocatore nel 2004), Tim Duncan (cinque volte campione con i San Antonio Spurs), e Tamika Catchings, quattro ori olimpici e 10 volte All Star Wnba con le Indiana Fever. Insieme a questi atleti è ufficiale la candidatura anche di Eddie Sutton, quattro volte allenatore dell’anno in Ncaa, e Rudy Tomjanovich, il coach che ha guidato gli Houston Rockets a due titoli. L’ingresso ufficiale di Bryant, Garnett e Duncan nella Hall of Fame dovrebbe essere annunciato il prossimo 4 aprile, in occasione della Final Four Ncaa, mentre la cerimonia è in programma il 29 agosto a Springfield, nel Massachusetts, città dove James Naismith invento il basket e dove ha sede la Hall of Fame, creata nel 1959.

Il tributo a Kobe di Pau Gasol e dello United Center

Si è aperto con un commovente tributo a “Black Mamba” l’All Star Weekend a Chicago. Prima dell’inizio dello Rising Stars Challenge, la sfida tra i migliori rookie (primo anno) e sophomore (secondo anno) della Nba mischiati tra due squadre con gli statunitensi da una parte e gli stranieri dall’altra, infatti Pau Gasol, ex compagno della stella dei Lakers, ne ha omaggiato la memoria e tutto il pubblico presente allo United Center ha voluto ricordare il campione scandendo in coro il nome di Kobe.

Team Usa vince Rising Stars Game, 3 punti Melli

Sul campo, poi, Stati Uniti battono Resto del Mondo. Il team USA ha infatti avuto la meglio sul Team World per 151-131, grazie a una rimonta che ha portato i giovani yankee dal -10 all’intervallo lungo (71-81) al +20 finale. Per i vincitori in luce l’mvp Eric Paschall, autore di 23 punti, seguito a 21 da Sexton e 20 da Miles Bridges, mentre ha realizzato 14 punti la stella dei Pelicans Zion Williamson. Per il Resto del Mondo il migliore è stato il canadese RJ Barrett, guardia dei New York Knicks, con 27 punti, 22 per Clarke e 16 per Doncic, che sarà protagonista domenica anche nell’All Star Game riservato ai ‘grandi’. In campo anche Nicolò Melli, dalla scorsa estate ai New Orleans Pelicans e arruolato in extremis dopo l’infortunio di Ayton: per il lungo emiliano 16 minuti in campo e uno score di tre punti (0/1 da due e 1/2 da tre), cinque rimbalzi, due assist e una palla persa. In campo per Team World anche l’azzurro Niccolò Melli autore di 3 punti, 2 assist e 3 rimbalzi in 16 minuti di gioco. La seconda giornata sarà come da tradizione riservata allo Skills Challenge, prima della gara da 3 e dell’attesa sfida delle schiacciate, dove si affronteranno Pat Connaughton (Milwaukee Bucks), Aaron Gordon (Orlando Magic), Derrick Jones (Miami Heat) e quel Dwight Howard, ora ai Lakers, già vincitore dell’edizione 2008 travestito da Superman.



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