NEW YORK – Non perdono colpi le grandi del campionato Nba. Boston vince ancora e mantiene il comando nella Eastern Conference, Cleveland eguaglia il suo record di imbattibilità centrando la 13esima vittoria consecutiva con il 101-95 su Sacramento, mentre ci ha pensato Kevin Durant a far dimenticare l’infortunio alla caviglia di Stephen Curry e a guidare Golden State al successo a Charlotte (101-87 lo score).

CAVS AL 13° SUCCESSO DI FILA, BOSTON NON RALLENTA – Il solito LeBron James con 32 punti ha fornito una prestazione di alto livello, di quelle che a fine stagione potrebbe valergli un quinto trofeo come miglior giocatore (MVP), ma è stato Kyle Korver a consentire ai Cavaliers di allungare la loro striscia di invincibilità con il 13esimo centro di fila (record di franchigia eguagliato, come nel 2008-09 e 2009-10) superando 101-95 Sacramento. All’inizio del quarto periodo, con gli Hornets ancora avanti di cinque punti, Korver ha infilato tre canestri da tre punti consecutivi in meno di due minuti, cambiando l’inerzia del match. Poi il Prescelto ha messo la sua griffe con la tripla a 15″ dalla sirena. Battendo Indiana venerdì, il team dell’Ohio potrebbe dunque stabilire un nuovo record come striscia vincente. “Non parliamo davvero di questa serie – frena Korver – Tutti stanno trovando spazio e sono desiderosi di giocare ad ogni partita, ci divertiamo molto ora, è un po’ una frase fatta ma prendiamo le partite una alla volta”. Intanto Cleveland, dopo un inizio stagione in cui aveva sollevato dubbi e preoccupazioni, consolida il suo secondo posto (18 vittorie e 7 sconfitte) a Est, anche se ancora a una certa distanza dai Boston Celtics (22-4), impostisi per 97-90 su Dallas. Kyrie Irving è stato ancora una volta decisivo con 23 punti e 5 assist, ribaltando nel finale con sette punti in tre minuti i Mavericks, in vantaggio di 12.

UN SUPER DURANT SPINGE GOLDEN STATE, BENE ANCHE SAN ANTONIO – Dal canto suo Golden State ha ben digerito l’infortunio del suo playmaker Stephen Curry, assente almeno due settimane per una distorsione alla caviglia, a cui si è aggiunta l’assenza di Green per un problema alla spalla. I Warriors sono passati sul campo degli Hornets grazie a Kevin Durant, autore della sua prima “tripla doppia” della stagione con 35 punti, 11 rimbalzi e 10 assist. Durant ha messo fuori causa Charlotte già dal 1 ° quarto segnando 16 punti. “Che lusso poter contare su Kevin e sapere che possiamo passargli la palla in tutte le situazioni, quando manca Curry lui c’è, ha preso le sue responsabilità dal primo minuto”, il commento, ammirato, del suo allenatore Steve Kerr. Durant è stato ben assistito da Klay Thompson (22 punti), così la squadra californiana ha ottenuto il quinto successo consecutivo, sesto in sette partite, e rimane seconda nella Western Conference (20-6) dietro a Houston (18-4). Non sono bastati i 24 punti di Kemba Walker a Charlotte, che ha subito invece la sua 14esima sconfitta stagionale a fronte di nove vittorie e ha disputato la seconda partita senza l’allenatore Steve Clifford, costretto a una pausa per motivi medici. Terza piazza a Ovest per San Antonio che batte 117-105 Miami con 18 punti di Aldridge, mentre Antetokounmpo (25 punti e 9 rimbalzi) è grande protagonista nel successo di Milwaukee su Detroit (104-100). New Orleans, altra squadra priva della sua stella Anthony Davis, infortunato agli adduttori, ha sconfitto Denver 123-114 grazie a DeMarcus Cousins che ha segnato 40 punti e ha catturato 22 rimbalzi.
 
TORNA GALLINARI MA CLIPPERS KO, SERATA NO PER BELINELLI – Serata da dimenticare invece per gli azzurri protagonisti oltre Oceano. I Clippers ritrovano Danilo Gallinari ma non la vittoria: allo Staples Center passa Minnesota per 113-107. Per il lungo di Sant’Angelo Lodigiano 26 minuti e un bottino di appena 7 punti (2/13 dal campo con 1/5 da tre e 2/2 dalla lunetta), 4 rimbalzi, una palla recuperata e due perse. Ottime le prove di DeAndre Jordan (18 punti e 21 rimbalzi), Williams e Rivers (23 punti a testa) ma i Wolves, quarti a Ovest, mandano in doppia cifra tutto il quintetto, con Towns (21+12 e 4 stoppate) e Gibson (16+14) sugli scudi. “Volevo fare meglio – il commento a fine partita del Gallo, che era fuori dal 5 novembre scorso per un infortunio muscolare al gluteo – Non mi aspettavo di tirare così male, farò meglio la prossima partita”. Amaro in bocca anche per Marco Belinelli, che con i suoi Atlanta Hawks cede per 110-106 contro Orlando all’overtime. L’azzurro mette a referto 12 punti (2/5 da due, 2/7 da tre, 2/2 ai liberi), 7 rimbalzi, un assist e tre palle perse in 28 minuti. Meglio di lui Schroeder (26 punti) e Prince (19 punti) ma nei Magic sono devastanti Fournier (27 punti), Gordon (24 punti e 15 rimbalzi) e Vucevic (22+16).
 
I RISULTATI:  Cleveland Cavaliers-Sacramento Kings 101-95; Indiana Pacers-Chicago Bulls 98-96; Los Angeles Clippers-Minnesota Timberwolves 107-113; Orlando Magic-Atlanta Hawks 110-106 dOt; Boston Celtics-Dallas Mavericks 97-90; New York Knicks-Memphis Grizzlies 99-88; Charlotte Hornets-Golden State Warriors 87-101; Milwaukee Bucks-Detroit Pistons 104-100; New Orleans Pelicans-Denver Nuggets 123-114; San Antonio Spurs-Miami Heat 117-105.



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