ROMA – “La vita è più importante dello sport, in questo momento è indispensabile per dare la possibilità a tutti di salvare la propria pelle”. Dino Meneghin, presidente onorario della Fip, in un’intervista rilasciata a “Punto Nuovo Sport Show” conferma le indiscrezioni di un imminente stop definitivo ai campionati di basket. “Stiamo vivendo un momento drammatico e lo sport, il basket, fa parte di questa vita. Dobbiamo essere tutti ligi alle regole dettate dal Governo per preservare la salute. Annulleremo la stagione, è necessario farlo. Ogni giorno ci sono centinaia di morti, migliaia di contagiati, è una pandemia che coinvolge il mondo intero. Alla fine la decisione sta al Presidente Petrucci, io do il mio parere da cittadino. Le decisioni possono essere o annullare il campionato e ricominciare da capo il prossimo anno, oppure capire quando ci sarebbe uno spiraglio di possibilità per fare play off e play out. In questo momento nessuno può fare progetti perché non si vede nessuna voce in fondo al tunnel, va bene lavorare di fantasia, ma tutti questi ragionamenti non so quando si potranno realizzare. I campionati sono finiti, le competizioni sospese, l’Eurolega riguarda i club, ma credo anche loro andranno verso questa decisione seppure sono un organismo privato. Qualsiasi decisione deve essere ponderata all’inverosimile”.

“Anche il calcio dovrebbe fermarsi”

Meneghin commenta anche la situazione del mondo del calcio: “Muove interessi di migliaia di euro che non valgono niente in confronto alla vita di un singolo soggetto. Sarebbe meglio se si fermassero tutti, devono ripensare a quando ricominciare quando si vedrà un sole chiaro splendente in fondo al tunnel. Il calcio dovrebbe fermarsi per salvaguardare la vita di tutti”.

Soltanto due giorni fa, Umberto Gandini, presidente di Lega Basket, aveva dichiarato: “La situazione ci impone di lavorare sull’emergenza. Il 30 giugno è la data ultima in cui vorremmo concludere la stagione. Stiamo lavorando perché un giorno si possa riprendere a giocare in questa stagione. Ma non c’è alcuna volontà da parte nostra di anticipare le decisioni di chi ci sta guidando: con Petrucci abbiamo fermato il campionato mentre si stavano allargando le zone rosse, e questo ci ha permesso di anticipare e seguire le decisioni delle nostre autorità governative”.



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