Al telefonino mentre si è al volante, scatta la controffensiva della polizia municipale di Bari che mette in campo pattuglie di agenti in borghese.

Jeans, scarpe da ginnastica, giubbotto o maglietta. Impossibile riconoscerli. I due motociclisti della polizia municipale potrebbero essere cittadini qualunque. Anche perché girano in sella a uno scooter senza insegne e senza stemmi e con caschi anonimi bianchi o neri. Sono loro gli agenti speciali per stanare gli automobilisti indisciplinati che utilizzano il cellulare alla guida.

A girare per le strade della città in incognito sono in tutto tre pattuglie: due in moto e una in auto. E ora – ancora di più dopo la morte della 18enne Giorgia Soriano travolta a Santo Spirito mentre andava in bici da un’automobile sopraggiunta alle spalle forse per una distrazione causata dal telefonino – sarà tolleranza zero verso chi scrive messaggi e risponde alle telefonate senza auricolari.
Le pattuglie in borghese

A spiegare l’operazione è il comandante della polizia locale, il generale Michele Palumbo. “Quando effettuiamo i controlli con le auto di servizio e siamo visibili con le divise e i lampeggianti i cittadini ci notano e abbassano subito il cellulare con cui stanno parlando per evitare la multa – osserva Palumbo – ecco perché abbiamo pensato di mettere in campo tre pattuglie in borghese che possano sorprendere gli automobilisti che violano le regole”.

Le pattuglie speciali antitelefonino girano in moto  e agganciano le auto di chi sta parlando al telefono. Inseguendole per brevi tratti. Non appena notano qualcuno al volante intento in conversazioni e chat lo seguono, lo affiancano dal lato finestrino per accertarsi di aver visto bene e lo sorpassano per bloccarlo. Che siano esponenti delle forze di polizia lo si capisce quando estraggono la paletta per imporre l’alt ai conducenti. Troppo tardi allora per nascondere il telefonino. Così la multa diventa inevitabile: difficile per l’automobilista, beccato in flagrante, negare di stare utilizzando lo smartphone.

La sanzione ammonta a 161 euro e cinque punti sulla patente. Questo prevede il Codice della Strada. Troppo poco secondo il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro. “Bisognerebbe inasprire le sanzioni e prevedere il sequestro del veicolo o del telefono a chi guida con il cellulare, così forse la gente si spaventa davvero e la smette con le distrazioni da smartphone”.
 

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