Arriva la pillola digitale, un sensore avverte il medico se la prendi

Via libera negli Usa alla prima ‘pillola digitale’, un farmaco smart in grado di avvertire il medico e i parenti del malato se l’assunzione è avvenuta correttamente. La speciale compressa, a base dell’antipsicotico aripiprazolo disponibile sul mercato americano dal 2002 per il trattamento della schizofrenia, si chiama ‘Abilify MyCite‘; è prodotta dalla giapponese Otzuka con la collaborazione di Proteus Digital Health, ed è stata approvata dall’agenzia regolatoria statunitense Food and Drug Administration.

Una volta che il principio attivo arriva nello stomaco per poi entrare in circolo, un sensore ingeribile inserito all’interno della pillola invia un messaggio a un cerotto indossato dal paziente che acconsente a questo tipo di terapia. Il patch comunica via Bluetooth con lo smartphone e, attraverso una App, i parenti o i medici autorizzati ad accedere all’informazione possono scoprire se la cura è stata presa. Il sensore è composto da rame, magnesio e silicio (elementi sicuri contenuti anche nel cibo ed eliminati per via intestinale), e a contatto con i fluidi gastrici genera un segnale elettrico che viene captato dal cerotto.


La novità annunciata dalla Fda divide e sta facendo molto discutere sui media Usa. Accanto a chi fa notare i benefici in termini di aderenza alla terapia (si stima che la mancata compliance ai trattamenti farmacologici costi circa 100 miliardi di dollari l’anno), c’è chi parla di farmaco ‘Grande Fratello’ sollevando questioni etiche e di privacy.

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