Migliaia di persone, in grande maggioranza donne, arrivate anche da altre città d’Italia, hanno sfilato per le vie del centro di Verona nella manifestazione organizzata dall’associazione “Non una di meno” per difendere la legge 194 e in segno di protesta contro la mozione anti-aborto approvata la scorsa settimana dal consiglio comunale e diventata un caso politico nazionale, soprattutto per il voto favorevole della capogruppo del Pd, Carla Padovani. Il corteo, cui hanno aderito numerose associazioni femminili e della società civile, è partito dal piazzale della stazione di Porta Nuova ed ha attraversato piazza Bra per raggiungere la zona di Porta Vescovo. 

Poche decine di persone hanno invece partecipato, in piazzale Cadorna a Milano, al presidio organizzato da Forza Nuova e altre associazioni cattoliche riunite nel Comitato “No 194”. L’iniziativa doveva essere un corteo poi vietato dalla questura. Il presidio è stato contestato da un gruppo di ragazze che, dall’altra parte della piazza, protestavano con cartelli a favore della legge 194 e dell’aborto. Alla stazione Cadorna stamattina erano presenti anche le attiviste di “Non una di meno”, che prima della partenza per partecipare alla manifestazione di Verona hanno organizzato un flashmob. Sventolando striscioni, le femministe al megafono hanno chiesto “aborto libero, sicuro e gratuito” e hanno tappezzato la stazione con manifesti che ritraggono un feto nella pancia, con la faccia del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e la scritta “il tuo cervello a 2.346 settimane è sviluppato solo per discriminare donne e non italiani”. Un piccolo corteo di gruppi “pro life” si è svolto anche a Caserta. 
 

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